Biking Italy Tour, Giorno 28: Palermo

È mercoledì, sono le 6:40 del mattino.
Mi sveglio, esco dalla mia stanza e raggiungo il terrazzo dello stabile.
Quello che vedono i miei occhi è questo:

Alba a Cefalù

Insomma, inizio il 28esimo giorno di #BikingItalyTour con una cinematografica alba sul golfo di Cefalù, che mi gusto dal tetto del B&B Scirocco. Niente male 🙂
Approfitto quindi per lavorare al computer un paio d’ore in un contesto decisamente pittoresco, e dopo un’ottima ed abbondante colazione preparo armi e bagagli e mi rimetto in viaggio con la mia bicicletta: oggi la meta è Palermo.

Verso il capoluogo della Regione Siciliana

Devo ammettere che, giunto a questo punto dell’intero percorso, inizio a sentire il fisico lievemente stanco. Non sono d’altronde abituato ad uno sforzo costante protratto così a lungo nel tempo.

Ad ogni modo la tappa odierna è una delle più facili di tutta l’avventura: pedalerò per poco più di 70 kilometri con un dislivello positivo contenuto, percorrendo una strada quasi sempre costiera.
Poco dopo la partenza, lasciata alle spalle la meravigliosa Cefalù, l’itinerario proposto dal mio immancabile assistente virtuale posiziona la mia rotta verso la solita Strada Statale 113, inesorabile compagna di questa tre giorni sicula, che inizialmente si propone con una carreggiata molto ampia ed un basso numero di veicoli in transito.

SS113 siciliana

Oggi il tragitto è meno gradevole rispetto alle due giornate precedenti, infatti in questo tratto gli agglomerati urbani risultano essere perlopiù siti ad elevata industrializzazione. Nonostante ciò, la densità di veicoli nei tratti stradali non è quasi mai elevata e perciò per me mai pericolosa, situazione che sulla carta temevo notevolmente considerata l’importanza teorica di un asse stradale est-ovest che attraversa l’isola.

Tratto stradale che precede il centro urbano di Termini Imerese (PA)

Oltrepassata Campofelice di Roccella, mi trovo a percorrere un tratto lungo il litorale che sulla mappa viene definito come “Agglomerato Industriale”, molto grigio non solo per la presenza di una raffineria petrolifera ma anche per colpa di un meteo oggi abbastanza instabile. Per qualche momento ha anche fatto finta di piovere 🙂
Raggiungo poi la città di Termini Imerese, grosso centro urbano della città metropolitana di Palermo, che scopro essere estremamente caotico dal punto di vista del traffico stradale. Supero infatti con facilità una lunghissima coda di veicoli praticamente fermi a causa, probabilmente, di un semaforo, e continuo verso il centro urbano percorrendo una strada in salita molto divertente ma anch’essa zeppa di auto in coda che lentamente guadagnavano, come me, la cima della collina.
Da qui in poi lo scenario diventa più piacevole, anche perché il traffico si dirada.

Panorama della SS113 per Palermo

La strada verso Palermo si svuota per un breve tratto dei veicoli, anche grazie all’autostrada che corre parallela alla statale, e ritorna a proporre il mare come elemento dominante del paesaggio.

Litoranea settentrionale siciliana in un giorno di fine settembre

Da qui, i centri urbani di Bagheria prima e di Ficarazzi poi mi preannunciano che sono quasi giunto a destinazione.

Palermo

L’arrivo in città è piuttosto intenso: vengo accolto dal quinto comune italiano per popolazione con un traffico stradale molto elevato ed un forte vento contrario al mio senso di marcia.
Mosso a solidarietà, un motociclista che evidentemente ha compreso al volo quanto potesse essere pesante lo zaino che portavo sulle spalle mi si para davanti a poco più di 30 kilometri orari, consentendomi così di “mettermi in scia” dietro di lui e di sfruttare il suo spostamento d’aria, agevolando non poco lo sforzo delle mie pedalate controvento. Grazie, motociclista palermitano, ovunque tu sia ora 🙂
Dopo questa simpatica accoglienza, giungo nei pressi di Porta Felice, ed imboccando via Vittorio Emanuele inizio a godere dello splendido contesto arabo normanno cittadino.

Panorama urbano palermitano nei pressi di Porta Felice

Da qui, percorro contromano numerose strade nelle varie zone a traffico limitato, grande vantaggio pedonale che viene de facto riconosciuto anche ai ciclisti, girovagando per il centro storico fino a raggiungere sua Maestà la Cattedrale, splendido esempio di architettura gotica con radici romaniche, che dal 2015 è divenuta Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’Unesco.

La Cattedrale di Palermo

Proseguo quindi in direzione della struttura ricettiva che mi ospiterà per la notte, nei pressi del Teatro Massimo, altra perla architettonica e culturale cittadina.

B&B del Massimo

A pochi metri dal più famoso teatro cittadino, sorge la palazzina che ospita il Bed and Breakfast del Massimo, pregevole luogo di accoglienza nel centro di Palermo.

Scale d’ingresso del B&B del Massimo, Palermo

Il B&B si sviluppa in un antico palazzo rimodernato recentemente, con un accesso da un’affollata viuzza del centro storico palermitano che porta ad una tranquilla corte interna, dalla quale si accede con una rampa di scale all’androne principale che ospita la reception.

Androne e reception del B&B del Massimo, nel centro di Palermo

La struttura dispone di camere finemente curate nei dettagli, che sono state rimodernate con il preciso intento di mantenere integro lo spirito antico che si respira all’interno dei locali.
Nella camera più grande a disposizione degli ospiti, completano la qualità dell’offerta un soffitto ornato da splendidi decori ed un terrazzo con vista proprio verso il Teatro Massimo, il più grande edificio teatrale lirico d’Italia.

Foto di una camera del B&B dal terrazzo con vista sul Teatro Massimo

Sono inoltre disponibili appartamenti completi, con numerosi posti letto e l’uso esclusivo della cucina.
Insieme ai titolari Filippo, Rosario e Nino abbiamo redatto un piccolo contributo multimediale sferico per illustrare, mediante una passeggiata, le meraviglie di questa attività ricettiva.

Video e musica

Il video odierno racconta con immagini sferiche a 360 gradi l’intera pedalata da Cefalù a Palermo, aggiungendo alla fine anche qualche dettaglio dal centro città. È visionabile qui di seguito 🙂

La musica è stata gentilmente fornita dalla dj e produttrice siciliana di musica elettronica Helen Brown: il brano si chiama “Via Flamenca”, ed è disponibile su Spotify insieme a tutte le ultime uscite musicali prodotte dall’artista.

Per oggi è tutto, domani non pedalerò perciò vi racconterò un’intera giornata per le vie di Palermo conclusa con un traghetto notturno per Napoli 🙂

Biking Italy Tour, Giorno 27: Cefalù

Martedì 26 Settembre 2017 mi sveglio con lo sciabordio delle onde. Lento, costante, inesorabile, possente, severo ma al contempo melodico, il suono del mare che accarezza il litorale è uno dei rumori più amati della natura, e qui al B&B “In riva al mare” di Capo d’Orlando sembra di esserci dentro pur rimanendo comodamente nella propria stanza.

Come dice un antico proverbio popolare, il mattino ha l’oro in bocca, perciò dopo un’abbondante colazione parto in direzione della mia meta di giornata: Cefalù.

L’ormai fidato portale Bikeroll.net stima 82 kilometri di percorrenza con un dislivello positivo apparentemente impegnativo, ma inizio a conoscere l’algoritmo del sito: a fronte di numerosi e ravvicinati piccoli saliscendi tende ad aumentare radicalmente il valore stimato di salita da fare, che viene poi smentito dal più fedele rilevamento effettuato dal cardiofrequenzimentro con altimetro GPS che porto al polso. Posso quindi partire più sereno 🙂

Da Capo d’Orlando a Cefalù

La giornata non è di quelle perfette, più di qualche nuvola si staglia nel cielo assumendo sfumature variegate di grigio assai torvo, ma tra di esse il sole riesce a ritagliarsi il suo meritato spazio.
Lasciato alle spalle il meraviglioso lungomare di Capo d’Orlando, dopo aver pedalato per qualche kilometro mi imbatto in un paesino che emana un’atmosfera tipica del secolo scorso, per ambientazione, decori, volti e profumi: si tratta di Acquedolci, piccolo comune del messinese sulla costa settentrionale della Regione sviluppatosi all’inizio del secolo scorso come ricovero di fortuna per migliaia di vittime di un’imponente frana sviluppatasi nei paraggi.

La chiesa di Acquedolci (ME)

Proseguo la corsa lungo il tragitto predeterminato dal mio assistente virtuale, sempre sotto il mio occhio vigile anche durante le pedalate, grazie al porta smartphone fissato sul telaio della bicicletta.
Nonostante le nuvolaglie precedentemente citate, la percorrenza odierna è molto piacevole, anche perché fine Settembre a queste latitudini riserva un clima davvero eccellente.

Viadotto stradale nella parte settentrionale della Regione Siciliana

Sul mio percorso incontro ad un certo punto un tornante particolare, ornato da ambo i lati della strada da illustrazioni artistiche su ceramica: scopro di essere in transito presso Santo Stefano di Camastra, gioiello isolano della lavorazione e decorazione della ceramica, appunto.

Vista in modalità “seppia” sul tornante che porta a Santo Stefano di Camastra (ME)

Dopo aver oltrepassato questa perla dell’artigianato, nel bel mezzo di una vallata rocciosa e poco urbanizzata trovo un supermercato che ai miei occhi era una specie di oasi nel deserto. Mi fermo per comprare il solito corredo di alimenti per il pranzo, frutta, acqua e poco più, ma in prossimità delle casse un elemento attira la mia attenzione: leggo bene l’etichetta, forse per mia negligenza ma non ho mai visto simili prodotti in vendita dalle mie parti nel lontano nord est. Si tratta di 150 grammi di pasta di mandorle, venduti in blocco teoricamente per prepararsi da se un ottimo latte alternativo, ma che tra le mie mani diventano una specie di ambrosia che consumerò centellinando nei tre giorni successivi.

Pasta di mandorle in confezione da 150 grammi, celestiale

Rifocillato adeguatamente, riparto verso la meta.
In questa giornata mi sento davvero in forma, nonostante i quasi 30 giorni di viaggio il fisico è pimpante, le gambe vanno che è una meraviglia ed il fiato non tradisce in nessuna occasione.
Con questi presupposti macinare kilometri con facilità è una meraviglia ed in breve tempo mi avvicino sempre di più a destinazione.

Spiaggia in prossimità di Cefalù (PA)

Cefalù

Con una velocità media sensibilmente più elevata degli altri giorni, raggiungo in poco più di tre ore effettive la meta della mia giornata di viaggio: Cefalù.

L’arrivo nel Comune di Cefalù in provincia di Palermo

Appena entrato con la mia bicicletta all’interno di questo incantevole borghetto marinaro, percepisco la meraviglia ed il fascino antico di questi luoghi.

Piazza Duomo, Cefalù (PA)

Le antiche strade della cittadina sorta qui più di duemila anni fa sono zeppe di turisti italiani e stranieri, intenti ad ammirare questo gioiello incastonato nella roccia del Parco delle Madonie che, oltre a far parte del club de I borghi più belli d’Italia, possiede un monumento insignito dall’Unesco dello status di Patrimonio dell’Umanità, il Duomo del Santissimo Salvatore.

Duomo del Santissimo Salvatore, Cefalù (Palermo), presente nella lista dei Patrimoni dell’Umanità stilata dall’Unesco

Peculiarità di questa cittadina sicula è un antico lavatoio pubblico medievale, ancora intatto. In un palazzo tardo rinascimentale è possibile accedere, mediante una scalinata in pietra lavica, ad uno spazio che raccogliendo le acque del fiume Cefalino prima che arrivassero al mare, consentiva alle lavandaie siciliane di fare il loro lavoro in compagnia.

Lavatorio pubblico medievale di Cefalù (PA)

Scirocco B&B

Dopo aver visitato brevemente la cittadina di Cefalù, raggiungo la struttura che mi ospiterà per la notte, Il Bed and Breakfast Scirocco.

Scirocco Bed and Breakfast, Piazza Garibaldi 8, Cefalù (Palermo, Sicilia, IT)

La struttura è situata in un immobile all’ultimo piano di una palazzina in pieno centro storico; dopo aver espletato le formalità di rito con la gentilissima receptionist, ho avuto accesso alla camera assegnatami. Minuta ma confortevole e molto calda, rispecchia con grande personalità il carattere di questa struttura.

Camera del B&B Scirocco, Cefalù (PA)

Grazie all’elevata cura per i dettagli questo luogo di accoglienza ha le sembianze di una piccola bomboniera, rispecchiando l’animo gentile e cordiale del personale femminile che lo amministra.
Finitura di pregio in questo ensemble è il terrazzo panoramico, molto più grande degli altri spazi comuni, che regala una vista davvero unica del panorama cittadino, esponendo il visitatore allo scenario incastonato tra il monte che sovrasta il paese, i tetti delle case circostanti ed il mare.
Difficile da descrivere solo a parole.

Vista dall’alto sulla cittadina di Cefalù dal terrazzo panoramico del B&B Scirocco

Ho realizzato anche un piccolo contributo video a 360 gradi per meglio illustrare la struttura ospitante, è visibile qui di seguito.

Lascio ad un’immagine del tramonto sul mare, visto sempre dal terrazzo panoramico, il compito di chiudere il paragrafo dedicato a questa località ed al B&B Scirocco che mi ha gentilmente ospitato.

Tramonto su Cefalù (PA)

Video e musica

Il video odierno miscela in giuste dosi l’esperienza ciclistica effettuata pedalando da Capo d’Orlando a Cefalù per circa 80 kilometri con una breve ma intensa panoramica delle principali attrazioni della destinazione, compresi il locale Duomo ed il lavatoio pubblico.

La musica che accompagna le immagini è opera dei palermitani Das Es, che hanno gentilmente concesso al progetto #BikingItalyTour del blog SoloAround l’utilizzo del loro brano “Fired”.

Personalmente ho concluso la giornata con un ottimo pollo alla brace con patate acquistato a “L’inferno dei Polli”, pizzeria/braceria che consiglio a tutti coloro che passeranno a Cefalù 😀
Grazie per l’attenzione, per oggi è tutto.
Ci si legge nel prossimo articolo che racconterà l’arrivo nel capoluogo Palermo 🙂

Biking Italy Tour, Giorno 26: Capo d’Orlando

Lunedì 25 Settembre 2017, inizia una nuova settimana di viaggio per il Biking Italy Tour.
Oggi mi trovo a Reggio Calabria, capoluogo regionale calabrese sito nell’estremo sud della penisola italiana.
Il meteo non è dei migliori, si prevede che la pioggia farà la sua comparsa poco prima di mezzogiorno, ma dovrebbe trattarsi di una perturbazione passeggera.
Ad ogni modo per la giornata di oggi mi sposto nella bella isola di Sicilia, per iniziare la tratta che mi vedrà percorrere in 3 giorni la costa settentrionale.

Da Reggio Calabria a Messina

Per prima cosa devo raggiungere l’isola dalla terraferma. Ci sono numerose opzioni, ma la più comoda per le mie esigenze risulta essere un aliscafo della Liberty Lines, con partenza dal porto settentrionale della città e arrivo dopo trenta minuti sulla costa sicula nel porto turistico di Messina.

Aliscafo Libery Lines al porto di Reggio Calabria

L’aliscafo è affollato, nonostante siano disponibili partenze ogni trenta minuti, ma la percorrenza è assai piacevole. Ho dovuto smontare la mia bici perché a bordo non è concesso imbarcare né bagagli voluminosi e nemmeno biciclette, ma la mia borsa da trasporto era idonea.
Appena sbarcati sull’isola siamo accolti da una lieve pioggia, che non mi mette di buonumore.
Infatti il percorso odierno inizia subito in salita, e sarebbe stato preferibile partire con un bel sole.

Come visibile nell’itinerario disegnato dal servizio BikeRoll, oggi kilometraggio e dislivello sono davvero sfidanti. Io non mi lascio certo intimorire ed affronto la prima salita con il sorriso 🙂

Riccardo, da Messina con furore 🙂

Verso Ovest, direzione Capo d’Orlando

Lasciata alle spalle la città di Messina e scalati i primi 450 metri di dislivello in 8 kilometri, si giunge al paesino di Portella di Castanea, dal quale il panorama sullo stretto è estremamente affascinante.

Vista sullo Stretto di Messina da Castanèa, 400 mslm

Qui “scollino” con una decina di kilometri di discesa fino a Contrada Marmora, godendomi rapidamente il dislivello negativo guadagnato faticosamente percorrendo poco prima la salita e raggiungendo in breve tempo la parte settentrionale dell’isola.

La discesa dalle colline messinesi verso il versante settentrionale dell’isola

Lo scenario d’ora in avanti sarà molto omogeneo, percorrerò infatti la lunga strada che va da Messina a Trapani passando per Palermo.

Strada statale 113 Settentrionale Sicula

Strada statale 113 Settentrionale Sicula

Lungo questa arteria principale, che scorre contigua al mare non allontanandosene quasi mai per più di 5 kilometri, lo scenario intervalla la presenza di centri abitati più o meno popolosi, che fanno della statale il loro principale asse di sviluppo longitudinale, con paesaggi naturali mozzafiato tipicamente rocciosi a strapiombo sul mare.

Scenario siciliano nel nord dell’isola

Poco dopo aver pedalato per metà l’intero tragitto di giornata, mi ritrovo nuovamente di fronte una salita, stavolta un po’ più breve della precedente. Nei pressi di Oliveri, infatti, la strada dal livello del mare si arrampica sulle colline montuose circostanti per raggiungere l’abitato di Tindari, sito a circa 200 metri slm. Questa circostanza mi regala un’eccellente occasione per scattare una bella fotografia.

Panorama dall’alto della cittadina di Oliveri, provincia di Messina

Proseguo da qui, dopo aver oltrepassato due belle gallerie, in direzione ovest. Giunto nei pressi della cittadina di Patti, ne approfitto per una sosta ristoratrice in un supermercato dove faccio il pieno di frutta, cioccolata e bevande isotoniche. Sono così pronto a rimettermi in sella.

SS113 nei pressi di Patti (ME)

Le energie cominciano a scemare, dopotutto sono partito alle 13 e sono a questo punto trascorse più di 5 ore dalla partenza. Inoltre quest’ultimo tratto è particolarmente stressante per il fisico, effettua dei continui cambi di pendenza con saliscendi uno in fila all’altro. Sono però ripagato dall’alto tasso di spettacolarità del panorama.

In prossimità dell’arrivo a Capo d’Orlando

Arrivo a Capo d’Orlando

Arrivo finalmente a destinazione dopo 106 kilometri percorsi in 6 ore di viaggio, di cui 4 ore e 45 minuti di effettiva pedalata. Al momento questa tappa detiene i record sia per la maggior distanza che per il maggior tempo di percorrenza tra tutte quelle già pedalate in questo Biking Italy Tour.
Capo d’Orlando mi accoglie con il suo fantastico lungomare.

Lungomare di Capo d’Orlando, Messina, Regione Siciliana, Italia

Oramai sono le 19, il sole calante sta volgendo rapidamente al tramonto e la luminosità si fa più tenue. Riesco comunque a godere a pieno dello spettacolare litorale balneare cittadino, che si sviluppa per alcuni kilometri lungo la costa in modo molto funzionale e con un impatto davvero pregevole, affiancato da un marciapiede ed una pista ciclabile che mi consentono di gustare gli ultimi raggi di sole della giornata pedalando tranquillamente verso la struttura ricettiva che mi ospiterà per la notte.

Tramonto sul lungomare di Capo d’Orlando

B&B In riva al mare

Il Bed and Breakfast “In riva al mare” sorge nella zona ovest della cittadina di Capo d’Orlando, in una posizione davvero invidiabile: come testimonia infatti il suo nome, dalla porta d’ingresso della struttura al mare ci saranno al massimo venti metri.
Il risultato di questo eccellente posizionamento è un panorama magnifico dalla finestra della camera insieme ad un poetico e costante rumore dell’andirivieni delle onde del mare a tutte le ore del giorno e della notte.
La sala comune è dedicata alle colazioni ed è spaziosa ed accogliente.

Sala colazioni, B&B In riva al mare, Capo d’Orlando (ME)

La camera a me riservata per l’occasione è moderna, dotata di bagno con doccia e molto colorata.

Camera da letto, B&B In riva al mare, Capo d’Orlando (Messina)

Come precedentemente descritto, la vista dalla finestra è davvero insuperabile, ed unita al rumore delle onde rende questa location una piccola perla dell’accoglienza marittima sicula.

Vista dalla finestra del B&B In riva al mare, Capo d’Orlando, Messina

Insieme alla signora Giuseppina, responsabile della struttura, abbiamo girato un piccolo video sferico a 360 gradi per raccontare meglio l’esperienza di alloggio presso il B&B In riva al mare.

Video e musica

Il video odierno immortala gli scenari della Sicilia settentrionale da Messina a Capo d’Orlando, in una giornata purtroppo non eccellente dal punto di vista meteorologico. Sovente grosse nuvole coprivano infatti totalmente il sole, privando la mia Garmin Virb 360 della luminosità più adeguata per effettuare le riprese in modo efficace.
Tuttavia sono comunque soddisfatto del risultato ottenuto, posso garantire che la magnifica esperienza vissuta è replicabile attraverso la visione di questa clip 🙂

La musica che fa da colonna sonora al video è stata gentilmente fornita dal gruppo bolognese “Burlésk”, che è stato selezionato nonostante la distanza geografica dalla meta per la provenienza della cantante della band: Angela, in arte NYA, proviene infatti dalla Sicilia.
Il brano si intitola “Effetto Serra” ed è ascoltabile dal profilo SoundCloud della formazione.

Per oggi è tutto, la prossima tappa è in direzione Cefalù! Ci si legge domani 🙂

Biking Italy Tour, Giorno 25: Reggio Calabria

Domenica 24 Settembre mi sveglio all’alba nella città pugliese che domina il Mar Ionio: Taranto.
Nonostante le previsioni metereologiche non particolarmente favorevoli per l’intera giornata, il venticinquesimo giorno del Biking Italy Tour inizia con una splendida visione sul teatro urbano cittadino illuminato dal sorgere del sole.

Un alba di fine Settembre in centro a Taranto, Puglia

Da Taranto a Reggio Calabria

L’obiettivo della giornata è raggiungere il capoluogo amministrativo della Regione Calabria, Reggio Calabria, che dista quasi 400 kilometri dal B&B Al chiaro di Luna che mi ha ospitato nella passata notte tarantina.
Per coprire questa distanza in un giorno sono costretto a smontare la mia bicicletta e riporla nella preziosa sacca da trasporto, prendendo un autobus prima ed un treno poi.
Questo non mi consentirà di attraversare pedalando la Regione Basilicata, che potrò ammirare solo dal finestrino percorrendo una strada statale, ma per poter compiere un giro d’Italia in soli quaranta giorni qualche rinuncia bisogna pur farla.
Riesco comunque a sgranchire le gambe di mattina presto per raggiungere la stazione di Taranto, percorrendo le strade cittadine semideserte.

Le strade deserte del centro tarantino al mattino presto

Raggiunta la stazione, dopo una breve attesa giunge sul posto un autobus di linea sostitutivo di Trenitalia che si occuperà di portare me ed un’altra ventina di passeggeri fino alla stazione di Catanzaro Lido, in Calabria.
Questo itinerario lungo la costiera Ionica avrà una durata di quasi 5 ore, ma il percorso è piacevole anche se fuori grossi nuvoloni grigi scaricano di tanto in tanto qualche goccia di pioggia.

Oggi nuovamente su un autobus, direzione Catanzaro

Catanzaro e l’Intercity a gasolio

Giunto a Catanzaro, ho giusto il tempo di mangiare un panino e bere un caffè. In breve mi devo rimettere in movimento, salendo a bordo di un piccolo e vecchio treno a gasolio, ironicamente denominato Intercity, che con altre 3 ore di viaggio mi farà giungere nel capoluogo calabrese meta del mio viaggio odierno.

A bordo dell’Intercity più piccolo d’Italia per raggiungere Reggio Calabria

Approfitto del fatto che il treno è semivuoto per mettermi comodamente a lavorare al computer, ammirando nel frattempo la bellezza del litorale Ionico che la ferrovia attraversa costantemente a pochi metri dal mare.
Il viaggio, sulla carta molto lungo, in realtà per me vola in breve tempo. Quasi non mi accorgo di essere giunto al capolinea poco prima delle 16. Qui mi prodigo in uno scatto del mitico Intercity nella stazione ferroviaria reggina.

Il prodigioso mezzo di Trenitalia che attraversa la parte meridionale della Calabria

Non ho moltissimo tempo a disposizione per esplorare la città, che comunque presenta una struttura urbana decisamente non adatta alla percorrenza in bicicletta, con notevoli sali scendi ed addirittura un sistema di tapis roulant elettrici per consentire ai pedoni di spostarsi agevolmente lungo la principale arteria della mobilità cittadina.
Per questo decido di recarmi subito al Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia.

Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria

MArRC di Reggio Calabria

Il museo, che ospita una delle più ragguardevoli collezioni provenienti dalla Grecia antica, è davvero molto interessante e ben strutturato. La visita è piacevole, ben illustrata e ricca di elementi che immergono il visitatore in un viaggio nel tempo che risale sino alla preistoria.
Inoltre sono qui in esposizione i celeberrimi Bronzi di Riace, conservati in una stanza dedicata ove è possibile entrare solo dopo una procedura di sanificazione dell’aria in una specie di camera di purificazione antistante l’esposizione, e alloggiati sopra due speciali pedane in marmo in grado di preservare le statue in caso di terremoto con un brevetto tutto italiano.

Uno dei due celeberrimi Bronzi di Riace

Terminata la visita al museo, mi lancio in una pedalata in città per raggiungere la struttura ricettiva che mi ospiterà per la notte.
Colgo l’occasione per gustare un ottimo gelato sul lungomare, davvero squisito, e mi godo l’isola pedonale cittadina ricolma di persone che rendono vivaci le vie del centro cittadino nel tardo pomeriggio di questa domenica di fine Settembre.

Via pedonale in centro a Reggio Calabria

Mentre il sole sta tramontando nell’estremo sud della penisola italica, raggiungo il Bed and Breakfast Sant’Adriana, sito a circa 1 kilometro dalla stazione ferroviaria.
L’appartamento è stato adibito dal titolare Carmelo ad affittacamere; è molto accogliente, funzionale ed economico, a due passi dal centro ed inoltre il gestore è una persona davvero cordiale e gentile.

B&B Sant’Adriana, Reggio Calabria

Qui vicino avrò modo di gustare un pregevole arancino da una rosticceria del luogo ed infine di riposare adeguatamente dopo il lungo viaggio odierno, in attesa di riprendere di nuovo le mie pedalate il giorno successivo.

Video e musica

Il video sferico a 360 gradi di oggi racconta l’itinerario in bus e treno attraverso Puglia, Basilicata e Calabria e include anche qualche pedalata nel centro cittadino di Reggio Calabria.

La musica che fa da colonna sonora è stata gentilmente concessa dal gruppo musicale locale denominato “Kalavria”, che con la canzone “Mmenzu di lu mari” ci immerge nella tradizione popolare calabrese.
La traccia è inclusa nell’album “Suli e mari”, ascoltabile integralmente su Spotify.

Per oggi è tutto, ci si legge domani, il prossimo racconto inizia con una gita in aliscafo sullo stretto di Messina per concludersi nella meravigliosa Capo d’Orlando, da non perdere 🙂

Biking Italy Tour, Giorno 24: Taranto

Sabato 23 Settembre 2017 mi sveglio nella confortevole camera dell’Hotel Parco dei Principi sito in prossimità dell’Aeroporto di Bari.
Il sole splende alto nel cielo, la giornata è splendida e le condizioni metereologiche in generale sono le migliori per consentirmi di percorrere senza intoppi il centinaio di kilometri che mi separa dalla prossima meta del Biking Italy Tour, nella ventiquattresima tappa di questo viaggio attraverso l’Italia in 40 giorni: Taranto.

Sulla strada verso Taranto

L’itinerario ciclistico sulla carta non è difficile in termini di dislivello, ma 100 km non sono mai una distanza da prendere sottogamba.

Il primo paese verso il quale punto è Modugno, nella periferia del capoluogo regionale pugliese.

Strada comunale nei pressi di Modugno (Bari, Puglia, Italia)

Oltrepassato questo agglomerato urbano, le strade che ho scelto di percorrere iniziano a farsi poco trafficate pur mantenendo un buon livello di percorribilità: eccellente situazione per i miei scopi 🙂
La zona inoltre dispone di un gradevole panorama, circondata com’è da giganteschi ulivi secolari, vicino ai quali ho immortalato per l’occasione la mia Specialized.

Specialized Tarmac del #BikingItalyTour tra gli ulivi pugliesi

Dopo Modugno incrocio una strada provinciale che vorrebbe portarmi ad esplorare le vicine Bitritto e Bitetto, ma io imperterrito proseguo diritto per la mia via in direzione Sannicandro.

Incrocio con la strada provinciale tra Bitritto e Bitetto

Panorami stradali pugliesi

In questa zona le strade sono particolari, esistono principalmente per soddisfare le necessità agricole dei coltivatori che si occupano degli ulivi, ma non per questo presentano le caratteristiche delle tipiche strade di campagna solitamente molto sconnesse. Sono ottimamente pedalabili, anche se abbastanza strette. Il problema comunque è minimo, data la bassa presenza di autoveicoli lungo il percorso.

Un tratto della tappa Bari – Taranto tra gli uliveti

Attraverso quindi i centri abitati di Acquaviva delle Fonti e di Gioia del Colle, sempre su strade facili, belle e molto pittoresche, e l’elevata poesia intrinseca del mio essere coglie l’occasione per illustrare in uno scatto denso di gioia, appunto, tutto l’entusiasmo di questa giornata.

SoloAround e la gioia di essere a Gioia del Colle

Dopo Gioia del Colle e la precedentemente descritta gioia del cuore, sono costretto mio malgrado a percorrere un tratto di strada un po’ più trafficato, ma fortunatamente per un periodo breve, che mi ha comunque regalato uno scatto gradevole.

Strada provinciale tarantina

Per raggiungere Mottola faccio l’ultimo sforzo in salita della giornata. A dire la verità il tragitto è sempre stato in lieve pendenza positiva dal momento della partenza, ma in questa zona c’è una vera e propria salitella per raggiungere la sommità di una collina.

Tra le strade di campo di Mottola (Taranto, Puglia)

Giunto sulla “cima”, godo di circa 5 kilometri di discesa a gran velocità, che ripagano gli sforzi della leggera scalata appena conclusa, lambendo la cittadina di Massafra e portandomi quasi a destinazione.

Ultime pedalate della giornata in discesa

Arrivo a Taranto

Arrivato nella splendida città di Taranto, dopo quasi 100km percorsi, non ho potuto fare a meno di immortalare alcune tra le sue bellezze più famose.
Mi imbatto subito nel Castello Aragonese, sito in prossimità del Ponte Girevole che separa la Città Vecchia nell’Isola del Borgo Antico dalla Penisola del Borgo Nuovo e che insieme al Ponte di Porta Napoli divide il Mar Ionio dal Mare Piccolo cittadino.

Castello Aragonese, Taranto, Puglia, Italia

Subito di fronte al meraviglioso castello risalente al 1400 si trova il Monumento al Marinaio, dedicato ai marinai della Marina Militare Italiana.

Monumento al Marinaio della città di Taranto

Da qui poi, sempre in sella alla mia bicicletta, ho attraversato i viali del centro più movimentati, approfittando della situazione festante del sabato sera, gustando inoltre una tipica puccia locale accompagnata da una pregevole birra artigianale.

Per e vie del centro di Taranto

B&B Al chiaro di Luna

La struttura ricettiva che mi ospita per la notte nel centro di Taranto si chiama Bed and breakfast Al chiaro di Luna, ed è una piacevole sistemazione in una palazzina poco distante dai viali del centro.
L’appartamento è molto confortevole, dotato di tutti i servizi necessari a soggiornare comodamente in città.
La camera da letto, già di per sé molto carina, è impreziosita da un grande terrazzo che dispone di una vista molto pregevole dall’alto sulla città.

Camera nel B&B Al chiaro di Luna, Taranto

La cucina dell’appartamento è dedicata alle colazioni mattutine, ed anch’essa dispone di un terrazzo che invece volge verso l’interno del palazzo.

Sala colazioni del B&B Al chiaro di Luna, Taranto

Insieme a Gianluca, figlio della titolare del B&B, abbiamo redatto un piccolo video per consentirvi di apprezzare i dettagli della struttura e di ascoltare da lui la storia e le peculiarità di questo ambiente.

Video e musica

La tappa ciclistica odierna è stata pregevolmente immortalata dalla mia videocamera Garmin Virb 360, che ha potuto effettuare delle riprese molto gradevoli anche grazie alla splendida luminosità garantita dal grande sole che mi ha fatto compagnia per tutta la giornata circondato da un fantastico cielo terso.

La musica che ha fatto da colonna sonora per l’itinerario Bari – Taranto è stata gentilmente concessa dalla band pugliese “A morte l’amore”. Il brano, dal titolo molto particolare “Chi vive d’amore muore di fame”, proviene dall’album del 2016 che porta il nome del gruppo, ed è interamente ascoltabile su Spotify.

Per oggi è tutto, domani le previsioni non prospettano una giornata ottima, le nuvole saranno abbondantemente presenti nel cielo del Sud Italia e con buona probabilità pioverà. Io raggiungerò Reggio Calabria da Taranto coprendo i quasi 400 kilometri che separano le due città con i mezzi pubblici, perciò sarò al riparo dalle intemperie e potrò ammirare il paesaggio circostante seduto comodo mentre lavorerò al computer 🙂

Ci si legge domani!

Biking Italy Tour, Giorno 23: Bari

È mattina. Un giovane si sveglia e vede al suo fianco una magnifica, splendente, luminosa e raggiante, molto raggiante… bicicletta.
E non vede l’ora di iniziare una nuova giornata di pedalate lungo la penisola italica 🙂
Questo giovane sono io e il luogo odierno del mio risveglio è l’Hotel Panorama del Golfo, lungo la costa adriatica pugliese, precisamente a Manfredonia.

Vista dall’alto del Golfo di Manfredonia (Foggia)

Biking Italy Tour, giorno 23

La mattina inizia con un’abbondante colazione nella sala al piano terra dell’albergo che mi ospita, poi un po’ di lavoro al computer. Mi preparo però subito alla partenza, la tappa di oggi è forse poco complessa ma sicuramente lunga.

Per questo inizio a pedalare molto presto per i miei standard di questo viaggio: alle 9 sono già sulla strada per Bari.

Lungomare di Manfredonia, provincia di Foggia, nella Regione Puglia

La giornata è a dir poco splendida, un sole meraviglioso splende nel cielo di fine settembre con un’intensità perfetta e le nuvole in cielo sono pochissime. Una lieve brezza soffia intermittente rallegrando l’aria marina.
Pedalo serenamente senza alcuna difficoltà su strade onestamente non impeccabili.
Il manto stradale, nonostante io rimanga appositamente su strade ad alta percorrenza senza inoltrarmi in percorsi secondari, è spesso rovinato, oppure rattoppato con sistemazioni frammentarie atte a tappare buche che rendono il tragitto alquanto saltellante.

Litoranea costiera nella Puglia settentrionale

Litorale adriatico settentrionale pugliese

Ad ogni modo, aldilà della qualità dell’asfalto, il panorama è molto valido: il percorso si snoda lungo il litorale per tutta la sua durata, attraversando numerosi centri abitati più o meno noti.
Il primo meritevole di citazione è Margherita di Savoia, gradevole paesino situato in prossimità delle famose saline, area naturale protetta sin dagli anni settanta: sono infatti le saline più grandi d’Europa e le seconde nel mondo.

Benvenuti a Molfetta 🙂

Proseguendo giungo a Barletta, dove mi fermo per un pranzo veloce a base di frutta, consumato lungo l’arteria principale a mezzogiorno in punto.
Nell’ordine si incontrano poi i centri abitati di Trani, Bisceglie e Molfetta, simili tra loro e molto caratteristici.

Sulla strada per Bari

Non manca molto all’arrivo nel capoluogo regionale pugliese. Attraversata la cittadina di Giovinazzo, mi trovo di fronte i quartieri periferici cittadini di Santo Spirito, Macchie e Palese, centri urbani inglobati nella municipalità barese di recente.
Ancora qualche kilometro e raggiungo il perimetro ufficiale della città di Bari.

Ingresso nella città di Bari, capoluogo di regione della Puglia nel sud Italia

Bari in un giorno di recupero

Giunto all’interno del nono comune italiano per popolazione, sento il mio fisico davvero stanco.
Forse ancora reduce dalle fatiche del giorno precedente, i cento kilometri appena conclusi mi hanno privato di molte forze facendomi sentire anche le gambe particolarmente affaticate.

Per questo motivo, unito al fatto che in origine avevo previsto una giornata intera per esplorare la città ma la sosta forzata del giorno precedente a Manfredonia mi ha costretto a cambiare i piani, decido a malincuore di rinunciare completamente alla visita delle bellezze locali per dedicare l’intero pomeriggio ad una sessione di recupero.

Hotel Parco dei Principi, Bari

La struttura che mi ospita, infatti, dispone di una meravigliosa piscina con spa, perciò una volta effettuato il check in e sistemato il mio bagaglio in camera, entro nella zona benessere dell’albergo per uscirne quasi tre ore dopo. Alla fine mi sentivo davvero rigenerato e pieno di energie 🙂

Hotel Parco dei Principi e Ristorante Vele al Vento

La mia camera al Parco dei Principi di Bari

Il prestigioso Hotel Parco dei Principi è situato fuori dal centro città, in prossimità dell’aeroporto internazionale Karol Wojtyla. È un luogo particolarmente elegante e di classe, che offre servizi adeguati sia a turisti di fascia media che a persone in viaggio per affari.
La camera fornitami è al sesto piano, molto ben rifinita e decisamente confortevole.
La vista sulla città è altrettanto pregevole, e sarà purtroppo l’unico modo possibile di vedere Bari in questa giornata.

Vista su Bari dalla finestra della camera

Dotato di numerosi comfort, oltre alla già citata zona benessere, al piano terra è presente un bel ristorante, denominato Vele al Vento, dove posso concedermi un piatto locale famoso in tutta la nazione: le celebri orecchiette, purtroppo non condite con le classiche cime di rapa perché ancora non disponibili in virtù della loro stagionalità invernale.

Riccardo aka SoloAround alle prese con le famose orecchiette pugliesi 🙂

Il tipico prodotto pugliese assaggiato nel frangente viene descritto nelle sue peculiarità dagli amici del food blog Foodo.live, che accompagnano questo Biking Italy Tour con una rubrica culinaria sulle migliori pietanze della penisola mentre ci spiegano come prepararle al meglio, utilizzandomi come testimonial. Grazie ragazzi 🙂

Video e musica

Il quotidiano video sferico a 360 gradi oggi non è molto dinamico, in quanto la tappa si è sviluppata prevalentemente in pianura su strade molto lunghe e rettilinee, ma questo non mi ha impedito di immortalare meravigliosi paesaggi valorizzati dallo splendido sole che splendeva sul litorale pugliese.

La colonna sonora per l’itinerario Manfredonia – Bari è stata affidata ai pugliesi “Think About It”, che per l’occasione hanno regalato al mio progetto la partecipazione del brano “Cortese”, proveniente dal loro album “In secondo piano”.
L’intero lavoro è disponibile su Spotify.

Per oggi è tutto amici ed amiche, domani mi attende un’altra lunga tappa sino a raggiungere la bella Taranto.
Non perdetevela! 🙂

Biking Italy Tour, Giorno 22: Manfredonia

Il tempo scorre molto veloce quando ci si diverte, ed io non mi sono quasi accorto di aver già pedalato per più di 1000 kilometri nei ventuno giorni di Biking Italy Tour appena trascorsi.

Biking Italy Tour, giorno 22

Mercoledì 21 Settembre 2017 il mio risveglio avviene in un bellissimo residence vicino a Vieste, nel Parco Nazionale del Gargano, ed un simpatico vento ha soffiato tutta la notte scacciando le nuvole che si erano impadronite del cielo.

Colazione al Residence VillAntica di Vieste

Mi metto al lavoro molto presto, facendo colazione in simbiosi con il Macbook e con un simpatico gatto locale che non la smetteva di mordermi la videocamera.
Terminato di apportare le giuste energie al mio fisico e di scrivere l’ultimo articolo per il blog, mi dedico alla redazione del video sferico a 360 gradi per presentare la struttura Residence VillAntica insieme alla titolare Valentina. Scambiando con lei quattro chiacchiere a bordo piscina arriva mezzogiorno in un baleno.
Mi cambio, preparo il mio zaino e sono pronto a partire in direzione Manfredonia.

Inizio della tappa: la Foresta Umbra

Il percorso odierno prevede pochi kilometri, circa 60, con un dislivello però ragguardevole, poco più di 1300 metri “sulla carta”, da Vieste a Manfredonia transitando attraverso la Foresta Umbra.

In pratica i primi 17 kilometri sono di pura salita, a tratti lieve, a tratti intensa.

Salita da Vieste in direzione della Foresta Umbra

Le faggete vetuste della Foresta Umbra del Parco Nazionale del Gargano sono state riconosciute come patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel mese di luglio 2017, ed attraversando le strade che si inerpicano in mezzo alla sua vegetazione si capisce subito il perché. Paesaggi unici, silenziosi, a tratti incontaminati e ricchi di una fauna molto variegata sono uno spettacolo raro e particolare.
In un frangente mi sono anche trovato molto vicino ad alcune mucche al pascolo che transitavano placidamente lungo la strada, rendendo me e gli altri spettatori in transito protagonisti di un quadro rurale d’altri tempi.

SoloAround nella Foresta Umbra, Parco Nazionale del Gargano

Raggiunto il punto più alto dell’itinerario a 830 metri, dopo qualche discesa credevo avrei continuato con quel passo sino a raggiungere il mare dal versante opposto rispetto alla mia salita.

Pascoli, pecore e panorami perfetti

Mi sono invece trovato, dopo una decina di kilometri, ad imboccare una strada ben battuta ma non asfaltata, decisamente più indicata per una mountain bike che per una bicicletta da strada come la mia, che per un lungo tratto mi ha fatto pedalare in una ciclovia persa tra giganteschi ulivi secolari e mandrie di pecore al pascolo.
Ad un certo punto mi sono pure perso, perché la traccia gps che mi ero preparato considerava ciclabile un itinerario in mezzo ad un campo che portava verso una masseria; per fortuna un pastore locale mi ha fornito le giuste indicazioni per scendere verso valle.

Ciclovia nei pascoli sulle colline del Gargano

Nonostante i panorami meravigliosi regalati da questi luoghi, percorrere la tratta è stato particolarmente impegnativo per i continui cambi di pendenza e per il fondo irregolare, oltre che per una leggera pioggerellina che ad un certo punto ha inumidito l’aria.
Ma fermare la bicicletta e scattare foto come queste hanno abbondantemente ripagato la fatica per raggiungere questi luoghi.

Panorama mozzafiato sopra la cittadina di Mattinata, in provincia di Foggia

Compiuta tutta la discesa dai pascoli mi imbatto nel paesino denominato Mattinata, folkloristico abitato terrazzato fronte mare che nelle sue vie principali sembra un set cinematografico ambientato negli anni 50.
Da qui mancano ancora 20 kilometri al traguardo, ed io sento le gambe già molto provate.
Proseguo lasciandomi alle spalle Mattinata e dirigrndomi verso sud ovest in direzione Manfredonia. Scelgo di percorrere la litoranea per evitare la strada principale, così da non avere problemi con le numerose automobili che percorrono la mia stessa via a quest’ora.

Sulla strada per Manfredonia

Manfredonia

Terminata la litoranea, ritorno sulla strada principale e con un bel sole giungo nella cittadina di Manfredonia, che si affaccia sull’omonimo Golfo.

Da qui il piano prevedeva di prendere il primo treno per Bari, ma giunto nei pressi della stazione scopro che i treni in questa zona non arrivano più, tutte le tratte sono state sostituite da autobus di linea ed il primo disponibile sarebbe stato due ore e mezza più tardi, e per arrivare a destinazione ci avrebbe messo altre due ore.
A quel punto, esausto, sudato ed affamato, ho optato per cambiare i miei piani e fermarmi per la notte a Manfredonia all’hotel Panorama del Golfo.

Camera all’Hotel Panorama del Golfo, Manfredonia (FG)

Qui recupero molto bene le energie spese durante la giornata, montando anche un video al computer, cenando al ristorante dell’albergo ed infine crollando in un sonno profondo verso le 23.

Video e musica

Il video sferico a 360 gradi di oggi è molto variegato, presenta i paesaggi verdi ed ombreggiati della Foresta Umbra, le strade sterrate delle colline circostanti ad essa ed i panorami mozzafiato sul Golfo di Manfredonia, in un saliscendi di accelerazioni e rallentamenti molto scenografici.

La musica che fa da colonna sonora alle immagini è dei pugliesi Stip’ Ca Groove: la traccia si chiama “Progressione” e proviene dall’album “Flow Profile”, integralmente disponibile su Spotify.

La tappa di domani, da Manfredonia a Bari, dovrebbe essere lunga (circa 100 kilometri) ma non particolarmente impegnativa, senza dislivelli significativi e lungo strade con un traffico non troppo corposo.
Considerando gli imprevisti odierni, spero di non trovare altre sorprese.

Ci si legge domani 🙂

Biking Italy Tour, Giorno 21: Vieste

Mercoledì 20 Settembre 2017, giorno 21 del Biking Italy Tour, mi sveglio a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, e come il giorno precedente, piove.

Forfait causa pioggia

Purtroppo la pioggia è prevista in maniera intensa per tutta la giornata e mi trovo quindi a dover prendere l’amara decisione di rinunciare alla tappa in bicicletta prevista per oggi.
Avrei potuto proseguire comunque, ma durante questa prima metà del viaggio ho avuto modo di effettuare altre tappe bagnate, ma mi sono reso conto che il gioco non vale la candela.
Il rischio pedalando sul fondo bagnato aumenta, gli automobilisti, già spesso non felici di incontrare ciclisti lungo il loro percorso, sono ancor più indisposti, ma quel che più danneggia lo spirito e le ossa è l’elevato tasso di umidità al quale viene soggetto il fisico.
Pedalare quattro ore sotto l’acqua è davvero un’esperienza di stress intenso, e poi non è per niente facile asciugare tutta l’attrezzatura, scarpe comprese, entro il giorno successivo.

Quindi, mio malgrado, raggiungerò la destinazione odierna, Vieste, solo con l’ausilio dei mezzi pubblici.

Da San Benedetto del Tronto a San Severo

Terminata l’ottima colazione, la gentilissima titolare dell’affittacamere Casa Cavour, Elise, mi accompagna alla stazione della cittadina di San Benedetto del Tronto, e da qui prendo il primo treno della giornata, un Intercity con destinazione San Severo, provincia di Foggia, in Puglia.

In treno riesco comodamente a lavorare al computer, e sotto una pioggia lieve ma fitta attraverso in poco più di un’ora le regioni Abruzzo e Molise, transitando per le stazioni di Giulianova, Pescara, Vasto e Termoli.
Arrivato a San Severo, un timido e caldo sole splende nel cielo, ed io mi chiedo se ho fatto bene a prendere la decisione di non pedalare per tutta la giornata.
Le previsioni davano comunque un rapido peggioramento nel primo pomeriggio, ma un ciclista in riposo forzoso è un animale scalpitante 🙂
Nell’attesa del prossimo treno, faccio tappa in un piccolo bar fuori dalla stazione per il pranzo, così approfitto per lavorare ad uno dei video delle giornate precedenti.

Da San Severo a Vieste

Stazione di San Severo (FG)

Dopo un’ora di attesa, alle 14:30 giunge alla stazione il trenino delle Ferrovie del Gargano che percorre la tratta ferroviaria sino alla stazione di Peschici – Rodi.
Il treno è composto da un unico vagone ed è abbastanza piccolo, ma più che sufficiente ad ospitare il numero di passeggeri della tratta da compiere.

L’interno del trenino del Gargano

Proprio mentre partiamo dalla stazione di San Severo riprende a piovere, confermandomi che la decisione di sospendere le pedalate per la giornata è stata assolutamente saggia.
Giunti dopo circa un’ora di piacevole e panoramica percorrenza al capolinea, in pieno Parco Nazionale del Gargano, prendo l’ultimo mezzo pubblico che mi metterà in condizione di giungere a destinazione: un autobus di linea che da Peschici prosegue verso sud in direzione della frazione Monticello in prossimità di Vieste.

Cartelli stradali e di strutture ricettive a Vieste

L’autobus mi scarica di fronte ad un bivio dal quale appare chiaro che nella zona esistono numerosissimi servizi di accoglienza di tutte le tipologie. Sono infatti presenti più di 40 cartelli ad indicare la strada per il proprio alloggio ai turisti 🙂
Poco meno di 500 metri mi separano dal Residence Villantica, meta di giornata, ma rischio grosso quando un gregge di pecore a spasso per la via senza accompagnatori umani in senso opposto al mio mi presenta di fronte i quattro cani da pastore incaricati del trasporto stradale ovino. Non stavo per nulla simpatico ad uno di loro, ma fortunatamente avevano di meglio da fare che occuparsi con le loro poco divertenti mascelle digrignanti dei miei nudi polpacci.

Gregge di pecore guidato da soli cani

Arrivo a Vieste nel Residence Villantica

Finalmente giungo, dopo sei ore dalla partenza mattutina, nello splendido Residence Villantica.
La struttura sorge nei dintorni della cittadina di Vieste in una lunga via immersa nella macchia mediterranea che contraddistingue la meravigliosa penisola del Gargano.

L’ingresso del Residence Villantica

Il residence è composto da numerose piccole unità abitative che insieme formano un piccolo villaggio di appartamenti, impreziositi da una grande piscina a disposizione degli ospiti e di numerosi punti per farsi autonomamente un bel barbecue.

Le unità abitative del Residence

L’appartamento a me assegnato è uno dei più grandi, e come tutti dispone di una grande terrazza rivolta verso il centro del residence, fantastica per le colazioni mattutine o il relax del dopo cena.

La veranda dell’appartamento

All’interno gli spazi sono ampi e comodi: intorno alla sala da pranzo con cucina sono presenti due camere da letto matrimoniali ampie e comode ed un bagno con doccia gradevolmente arredati.

L’interno dell’appartamento

Valentina, la titolare della struttura, è una padrona di casa molto gentile ed ospitale, sempre sorridente, che vi illustrerà al meglio le caratteristiche peculiari dei dintorni, oltre che seguirvi e coccolarvi nella vostra esperienza turistica.
Insieme a lei abbiamo redatto un piccolo video per illustrare a 360 gradi il Residence Villantica e le sue meravigliose case vacanze.

Video e musica

Il video odierno è purtroppo privo di immagini d’azione: avendo passato la giornata in viaggio sui mezzi pubblici con la pioggia, non c’è stato modo di registrare molti contributi in movimento con inquadrature significative.
Ho comunque estratto qualche bello spezzone panoramico e caratteristico dai numerosi luoghi attraversati.

Il contributo musicale proviene da una band pugliese denominata Ritmo Binario, gentilissimi compositori e suonatori di musica popolana dalla Puglia che mi hanno addirittura inviato via posta il loro ultimo album, contenente la traccia “Lu Cumpare” utilizzata come accompagnamento del video sferico a 360 gradi odierno.

Terminate le operazioni di ambientamento al Residence, ho solo il tempo di andare velocemente in paese a fare la spesa e poi mi chiudo in casa a scrivere e montare filmati.
Nonostante non abbia pedalato durante la giornata, realizzo che anche gli spostamenti con i mezzi risultano energeticamente dispendiosi e verso le 23 me ne vado a dormire.

Domani la tappa sulla carta non è molto impegnativa, dovrò fare poco più di 60 kilometri partendo da Vieste per raggiungere Manfredonia, dove dovrei prendere nel pomeriggio un treno per arrivare verso sera a Bari, capoluogo di Regione della splendida Puglia.
Le cose, però, non andranno proprio come le avevo previste…

Alla prossima puntata 🙂

Biking Italy Tour, Giorno 20: San Benedetto del Tronto

Martedì 19 Settembre 2017, giorno 20 del Biking Italy Tour: sono a metà di questo viaggio itinerante in bicicletta di 2400 kilometri attraverso 14 regioni italiane.
E piove.

Falconara Marittima

Mi sveglio nella sistemazione alternativa che mi ha procurato il titolare del B&B Pacianga Event, che doveva ospitarmi per la notte ma si era trovato in overbooking, e guardando fuori dalla finestra scopro che i grossi nuvoloni grigi ben visibili nel cielo avevano già abbondantemente scaricato la pioggia che i numerosi siti metereologici che frequento avevano previsto.
Ma non avevano intenzione di smettere.
Ho quindi approfittato per proseguire con le mie attività redazionali ed accompagnare il buon Aldo per effettuare una piccola intervista con gli ospiti del suo B&B, visibile nell’articolo di ieri.

Radio Studio Nord

Alle 11.00 poi il buon Cristian Comelli mi ha chiamato al telefono per realizzare una breve intervista in diretta nel suo programma Radioattiva, in onda su Radio Studio Nord, che ho ripreso con la fotocamera integrata del mio fido MacBook e ho poi montato con il podcast della puntata, il risultato qui di seguito 🙂

Ho infine atteso che la pioggia terminasse di cadere con insistenza e, poco dopo mezzogiorno, salutato Aldo sono finalmente partito in direzione sud.

Riccardo e Aldo “Pacianga” Giacanella prima di iniziare la pedalata

Verso San Benedetto del Tronto

L’itinerario di giornata presentava poche difficoltà dal punto di vista tecnico, ma considerati i 95 kilometri da percorrere e le condizioni metereologiche incerte non era certo da prendere sottogamba.

Appena partito commetto subito un errore di interpretazione della mappa scaricata mediante file gpx nel mio smartphone e mi ritrovo tra i colli di Falconara senza la possibilità di prendere alcuna stradina per riconnettermi al tracciato originale, visto che ero praticamente finito nel bel mezzo di uno sterrato.

Strade secondarie tra Ancona e Falconara Marittima (Regione Marche)

Dopo aver recuperato la via da seguire, pedalo spedito verso sud costeggiando la città di Ancona lungo la Strada Statale 16.
Devo dire qui che la strada, pur essendo percorribile in bicicletta, è davvero pessima. Non tanto per la qualità del fondo stradale, che è nuovo e ottimamente drenante, ma per l’intenso traffico che scorre lungo la via. Pedalando lungo questo tratto mi rendo conto di quanto saranno migliorativi per i ciclisti che transiteranno da queste parti in futuro gli interventi di creazione di piste ciclabili da Ancona a Porto Recanati che ha descritto di fronte alla mia telecamera il consigliere Michele Polenta, incontrato ieri nella sede Comunale di Ancona.

Non tutte le belle strade si lasciano pedalare bene 🙂

Primo imprevisto tecnico del viaggio

Nel frattempo la pioggia va e viene, rendendo le mie pedalate più faticose del previsto.
Non sapevo ancora che di li a poco avrei incontrato una difficoltà ulteriore, per la quale ero sicuramente preparato come tutti i ciclisti, ma che come tutti i ciclisti aborro: la foratura di una gomma.

La Specialized Tarmac del Biking Italy Tour in difficoltà

Ho cambiato rapidamente la camera d’aria, riprendendo subito la mia rotta verso sud, ma un errore d’inesperienza mi ha rimesso subito nelle medesime condizioni precedenti: non avendo controllato che cosa avesse materialmente generato il danno, ho trascurato alcuni pezzi di vetro finiti nel copertone che in pochi minuti hanno forato anche la nuova camera d’aria.
Per fortuna che quest’ultima si è definitivamente sgonfiata di fronte ad un gommista. Il ragazzo è stato gentilissimo, mi ha prestato il compressore per pulire bene la gomma e mi ha riparato la camera d’aria, così sono riuscito a ripartire senza ulteriori danni in breve tempo.
Ma questi imprevisti hanno decisamente rallentato il mio passo verso la destinazione.

Lungomare in direzione San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno – Regione Marche)

Arrivo a SBDT in provincia di Ascoli Piceno

Finalmente intorno alle 19 arrivo a destinazione, dopo una giornata di pedalate decisamente lunga e densa.
San Benedetto del Tronto è un comune marchigiano della provincia di Ascoli Piceno, sito nella zona meridionale della Regione Marche. Molto apprezzato per i suoi servizi turistici balneari, è stato di recente insignito della prestigiosa bandiera blu per gli alti standard riconosciuti al proprio territorio.
Mi dirigo subito presso la struttura comunale, dove mi attende l’assessore al turismo ed allo sport Pierluigi Tassotti per un saluto, con il quale abbiamo registrato un piccolo video.

Affittacamere Casa Cavour

Salutato l’assessore, raggiungo la struttura che mi ospiterà per la notte, il delizioso affittacamere Casa Cavour.

Facciata esterna dell’Affittacamere Casa Cavour (San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno)

La struttura sorge a pochi metri dal centro e dal litorale di questa splendida cittadina, ed è gestito dalla famiglia di Elise, simpaticissima e disponibile giovane titolare della casa.
La famiglia, già titolare di una casa in campagna, gestisce con cura per i dettagli questa attività, arricchendo con prodotti della terra e fatti in casa la loro pregevole offerta ricettiva.

Il salone della struttura

La camera assegnatami è davvero molto bella, con uno stile classico ed ampi spazi a disposizione, ben insonorizzata e con un letto molto comodo.

Camera della struttura Casa Cavour, SBDT(AP)

Inoltre è a disposizione dei clienti un servizio di lavanderia con asciugatrice molto pratico, soprattutto per chi come me ha passato una giornata in bicicletta sotto la pioggia 🙂
La disponibilità e la gentilezza sono sicuramente il punto forte della famiglia Schiavi, che ringrazio sentitamente per la meravigliosa notte passata da loro.
Insieme abbiamo realizzato un video sferico a 360 gradi per illustrare gli spazi di Casa Cavour e fare due chiacchiere con la titolare.

Video e musica

Per quanto riguarda il video del giorno, oggi l’itinerario ripreso dalla mia videocamera è a tratti grigio e nuvoloso con sporadici sprazzi di sole, ed illustra l’intera tratta percorsa tra Ancona e San Benedetto del Tronto.

La musica che accompagna le immagini di questa giornata è di Antonangelo Giudice, jazzista marchigiano, che mi ha autorizzato all’utilizzo della traccia “Vada via, trombettiere!”.
L’intero album “Relazioni clandestine” è disponibile su Spotify.

Dopo cena provo a mettermi al computer, ma la giornata è stata veramente intensa e perciò crollo in un sonno ristoratore profondo dopo pochi minuti.
Poco male, c’è tempo per pubblicare tutto il materiale raccolto, e poi devo recuperare le energie per la prossima tappa: c’è da raggiungere Vieste!

Ci si legge domani 🙂

Biking Italy Tour, Giorno 19: Ancona

Lunedì 18 Settembre 2017, ore 7.30, Rimini, Emilia Romagna, Italia.
E’ il diciannovesimo giorno del Biking Italy Tour ed il mio risveglio è a pochi passi da questo panorama.

Spiaggia di Rimini

Il meteo per la giornata è incerto, o come amano definirlo i meteorologi, variabile.
Ciò significa che mentre il sole illumina il mattino, pesanti nuvoloni si muovono rapidi in cielo, quindi la pioggia durante la giornata non si può escludere.

Tappa odierna: Rimini – Ancona

Dopo aver fatto un’ottima ed abbondante colazione al B&B Sirenapop, che mi ha ospitato in questa notte riminese, ed aver visionato le opere dei titolari Max e Cristina, abili e fantasiosi disegnatori, mi metto al computer a scrivere un po’ in attesa del mezzogiorno, per partire evitando possibili piovaschi mattutini.
Lascio Rimini con un cielo che non promette niente di buono, dirigendomi verso sud.

Partenza da Rimini con cielo non rassicurante

Qui attraverso in rapida successione Riccione, Misano, Cattolica e Gabicce, famosissime mete turistiche dell’Alto Adriatico, che hanno ancora nelle loro strade turisti italiani e stranieri a caccia del’ultimo sole della stagione, anche se numericamente questi vacanzieri non sono poi molti.
Dopo Gabicce scelgo inavvertitamente di percorrere la strada statale invece del bell’itinerario attraverso il Monte di San Bartolo; questo mi distanzia leggermente dalla costa, percorrendo una strada con traffico elevato, ma mi lascio guidare dal tracciato Gps scaricato direttamente dal sito Bicitalia che segue l’itinerario della Ciclovia Adriatica.

Pesaro

La piazza centrale di Pesaro, nella Regione Marche

Subito dopo queste zone incontro la città di Pesaro, che attraverso con piacere visitando nuovamente luoghi a me noti in quanto meta di precedenti attività lavorative.
Scopro che questa città dispone di un lido molto pittoresco, ricavato nella lingua di costa che separa la statale e la parallela linea ferroviaria dal mare.

Lido di Pesaro

Forse il livello di inquinamento acustico della zona non è tra i migliori nelle ore di punta della giornata, ma dal punto di vista paesaggistico, di servizi offerti e di prossimità con i centri urbani questa zona è davvero pregevole.
Inoltre il percorso ciclabile è praticamente in spiaggia a due passi dal mare, particolarità che offre degli scenari unici al ciclista.

Ciclovia Adriatica lungo la spiaggia di Pesaro

Proseguendo lungo il litorale marchigiano, scopro che anche in queste zone la presenza di località balneari è massiccia. In buona sostanza tutti i paesi che sono sorti fronte mare sono anche attrezzati per fornire servizi ai turisti, alcuni più moderni ed altri più datati.
Il risultato è una lunghissima sequela di siti turistici, alcuni dei quali in stato di parziale inattività a dire il vero, che consentono di pedalare sempre lungo la costa immersi in un piccolo paradiso balneare, che mi riporta alla mente una vecchia canzone di Jovanotti: “se io potessi, starei sempre in vacanza”… 🙂

Ciclovia Adriatica nei pressi di Falconara Marittima

Oltrepassate Fano e Senigallia, giungo alla cittadina di Falconara Marittima, che mi ospiterà per la notte.
Non mi fermo subito qui, in quanto devo prima raggiungere la città di Ancona, capoluogo marchigiano e meravigliosa città portuale.

Arrivo ad Ancona

Ancona, Marche, Italia

Al Palazzo degli Anziani, nel centro storico anconetano, mi attende una delegazione dell’amministrazione comunale composta dai consiglieri Michele Polenta e Marcello Milani e dall’assessore allo sport Andrea Guidotti, che si è offerta gentilmente di accogliere me ed il mio progetto all’arrivo nella loro città, dimostrando ottima sensibilità per i temi correlati a turismo e comunicazione nonché grande simpatia.

Abbiamo insieme realizzato un piccolo video grazie al quale ho spiegato loro gli obiettivi del mio viaggio #BikingItalyTour, mentre loro hanno risposto illustrandomi le politiche locali per incentivare l’utilizzo della bicicletta sia per scopi turistici che per la quotidiana mobilità, simpatizzando per la mia idea e le modalità di realizzazione. Grazie ancora a tutti per l’entusiasmo proferito e il palpabile amore per il proprio territorio dimostrato.

Al Palazzo degli Anziani con una delegazione dell’Amministrazione Comunale di Ancona

Nella foto sopra uno scatto con i citati membri dell’amministrazione comunale di Ancona e con una superstar locale: il primo da destra è infatti Aldo “Pacianga” Giacanella, istrionico imprenditore locale che mi ospiterà per la notte nella cittadina di Falconara Marittima.
Il Pacianga è titolare di un Bed and Breakfast nella zona che sarebbe dovuto essere la mia destinazione, ma essendo completamente prenotato per tutta la settimana Aldo ha gentilmente provveduto a sistemarmi in altra locazione, perciò documenterò con immagini e video la sua struttura in un’altra occasione.

Abbiamo comunque realizzato un piccolo video in cui Aldo prima chiacchiera in inglese con uno dei suoi ospiti e poi mi racconta scherzosamente come è nato il suo B&B.

Video e musica

Il percorso di oggi è stato il primo dell’intero viaggio a superare, seppur di poco, i 100 kilometri di percorrenza, pedalando poco più di 4 ore.

Il video della giornata odierna è completamente dedicato all’itinerario ciclistico della Ciclovia Adriatica, con partenza da Rimini e arrivo ad Ancona.

La colonna sonora che accompagna il video è gentilmente fornita dai Capabrò, band marchigiana dalle ritmiche colorate che ci ha regalato il brano “Maria Antonietta”. Qualche brano del gruppo è ascoltabile direttamente da Spotify.

Dopo aver cenato con il Pacianga ed aver vuotato insieme una sapiente bottiglia di ottimo vino rosso, vado a dormire con la consapevolezza che domani la giornata sarà bagnata.
L’itinerario previsto è Ancona – San Benedetto del Tronto, quasi 100 kilometri senza dislivelli rilevanti nuovamente lungo il litorale adriatico.

Per oggi è tutto, ci si legge domani!